Istituto Alessandro e Clodoveo Cassarini e Virginia Pallotti - pro domo miserorum - Bologna - 1930-1941 - il progetto è molto probabilmente di Umberto Ferri Commissario degli Spedali di Bologna

Istituzione Alessandro e Clodoveo Cassarini e Virginia Pallotti Pro domo Miserorum - 1909-1980 L'Istituzione “Alessandro e Clodoveo Cassarini e Virginia Pallotti Pro domo miserorum” (correntemente indicata come “Istituto Cassarini-Pallotti”) trasse origine dalle estreme volontà di Alessandro Cassarini, personaggio noto per la sua attività di fotografo “dilettante”, che morì a Castelfranco Emilia il 13 ottobre 1929. Con testamento olografo Cassarini aveva disposto che il suo patrimonio, escluso un certo numero di legati, venisse utilizzato per fondare “un istituto che avesse carattere di vera beneficenza per soli miserabili”. L'istituto avrebbe dovuto restare ad imperitura memoria del testatore, della moglie Virginia Pallotti e del fratello Clodoveo, a quell'epoca entrambi già defunti. Le volontà di Cassarini erano quindi estremamente generiche, avendo egli affidato il compito di precisare l'ordinamento e le finalità dell'istituto ai propri esecutori testamentari. Ma chi contribuì in maniera decisiva ad attribuire all'erigenda opera assistenziale una singolare collocazione nell'ambito dell'edilizia popolare bolognese fu in realtà l'amministratore giudiziale dell'eredità Cassarini, l'ing. Umberto Ferri, commissario agli ospedali di Bologna ed ex-assessore comunale al Patrimonio, che vide nei beni lasciati dal testatore (valutati intorno ai 4.000.000 di lire) l'inaspettata possibilità di realizzare un proprio progetto già sottoposto qualche anno prima, ma senza alcun esito, all'approvazione dell'amministrazione comunale. Ferri, secondo una logica assai consueta in quegli anni, connetteva direttamente la necessità di fornire alloggi a basso costo alle categorie più disagiate della popolazione cittadina con quella di portare a compimento la ristrutturazione urbanistica del centro storico. Le sue “case per gli umili” avrebbero dovuto servire in primo luogo ad accogliere gli abitanti dei quartieri popolari più interni della città, di cui era previsto da tempo il “risanamento”: ed in particolare quelli di S. Giacomo e di S. Apollonia, dove si stava avviando la costruzione dei nuovi istituti universitari. Dietro sollecitazione di Ferri, gli esecutori testamentari di Cassarini stabilirono con atto notarile, il 19 febbraio 1930, di “promuovere l'erezione in ente morale di un'opera pia intitolata istituzione Alessandro e Clodoveo Cassarini e Virginia Pallotti Pro domo misero rum” allo scopo di fornire abitazioni a quelle famiglie residenti in Bologna impossibilitate a procurarsi alloggio per le loro condizioni di assoluta miserabilità, nonché a provvedere all'assistenza delle famiglie stesse per favorirne il miglioramento economico e morale”. Il 23 febbraio 1930 il prefetto di Bologna nominò Umberto Ferri commissario prefettizio, con l'incarico di avviare, nelle more dell'istruttoria per l'erezione in ente morale, l'attività benefica voluta da Cassarini e meglio definita dagli esecutori testamentari. …

[Archivio storico del Comune di Bologna, Archivio Istituzione Cassarini-Pallotti]