Scheletro di Diplodocus carnegiei


Il Museo nasce alla fine dell'Ottocento a partire da un nucleo iniziale di collezioni raccolte a seguito del V Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia preistoriche. La struttura che ospita il primo allestimento in questa circostanza è l'area ospedaliera universitaria in parziale abbandono delle cliniche mediche. Nel 1881 il Museo viene ufficialmente inaugurato nella sede attuale in via Zamboni 63, dopo un'opportuna ristrutturazione degli ambienti e un notevole arricchimento delle collezioni. Segue una fase di successive ristrutturazioni, fino all'ultimo intervento del 2000.

L'istituzione museale è intitolata a Giovanni Capellini, lo studioso e co-fondatore della Società Geologica Italiana, che seguì le fasi iniziali e curò l'allestimento della prima esposizione recuperando, tra l'altro una parte dei materiali geologici del Museo di Aldrovandi che altrimenti sarebbero andati perduti.

Le sezioni in cui è articolato il percorso di visita sono quattro: le collezioni antiche, le 7.000 piante fossili, i 5.000 vertebrati fossili e, infine, le raccolte di 250.000 invertebrati fossili e i 170.000 campioni di rocce.

L'atrio dell'edificio ospita una raccolta lapidea con otto lapidi e presenta nella veneziana del pavimento tre iscrizioni. Il percorso inizia con le sale dei pesci di Bolca, dove sono conservati i fossili, tra i quali alcuni di squali, provenienti da un piccolo paese vicino a Verona, zona che 53 milioni di anni fa era invasa dalle acque. Segue la Sala delle balene e degli elefanti, dove si trovano resti antichi di grandi mammiferi come orsi, mammut ed elefanti antichi, oltre a due scheletri completi di mastodonti, e resti di cetacei e sirenidi, incluso uno scheletro completo di balena lungo più di 40 metri. Nella sala dedicata a uccelli corridori e ittiosauri possiamo ammirare nella loro maestosità due esemplari di quest'ultima specie, perfettamente conservati, un uovo fossile proveniente da un progenitore dello struzzo e resti di un antico coccodrillo.

Il pezzo più impressionante della collezione, cui è dedicata una sala, è sicuramente il diplodoco, un dinosauro lungo 26 metri collocato su un basamento ligneo. Altri pezzi notevoli sono la Galleria degli ippopotami e ammoniti, una Sala che raccoglie i fossili di vertebrati, la Sala delle rocce e degli invertebrati italiani, una Sala intitolata all'Africa e al Nord America, e infine, una Galleria di rocce e di invertebrati provenienti dall'Europa.

 

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